Lorenz e la nuova sfida

Postato il 3 maggio 2009 da Redazione F.M.

lorenz watchE’ una storia che affonda le radici nella Milano del 1934, quella di Lorenz, brand di orologeria fondato da Tullio Bolletta che ha costruito il suo successo sulla capacità di unire la sapiente arte orologiaia svizzera con l’unicità dello stile e del design italiani.

Una storia lungo la quale il design (nel 1960 l’orologio da tavolo Static disegnato da Richard Sapper ha vinto il Compasso d’Oro) ha interagito in maniera costante con la ricerca continua di nuove tecniche innovative e all’interno della quale, da un anno e mezzo, è iniziata una nuova era legata allo sviluppo di collezioni di marchi fashion.

“La nostra nuova sfida orientata allo sviluppo di collezioni dedicate ai marchi fashion è nata da una lettura attenta del mercato e dall’esigenza di allargare le nostre competenze verso un settore in cui non eravamo mai stati presenti – spiega Pietro Bolletta, Chief Executive di Lorenz, a Modaonline -. Il nostro obiettivo iniziale è stato quello di identificare un partner a medio lungo termine che abbiamo trovato in Movado Group al quale ci siamo candidati come punto di riferimento per lo sviluppo del business relativo ad alcuni loro marchi sul mercato italiano”.

Partnership iniziata nel settembre 2007 con la firma dell’accordo che ha affidato la distribuzione italiana degli orologi a marchio Hugo Boss a Lorenz consolidatasi nel dicembre dello stesso anno con un accordo analogo per le collezioni Lacoste alle quali, nell’aprile 2008, si sono aggiunte anche quelle di Tommy Hilfiger (nella foto una proposta presentata in questi giorni a Baselworld). “I tre marchi di Movado che gestiamo sul mercato italiano hanno come denominatori comuni i concetti di classicità e storicità, sono estremamente complementari tra loro e ci consentono di soddisfare le esigenze delle diverse tipologie di clientela. Hugo Boss è un marchio molto maschile, classico con stile e rigore, Lacoste è quasi completamente femminile, fortemente basato sui cromatismi, legato alla stagionalità e alla vita all’aria aperta mentre Tommy Hilfigher è orientato al target più giovane (16-25 anni), calibrato tra maschile e femminile, fashion, ma non inavvicinabile”.

Il pacchetto brand, al quale si è da pochi giorni aggiunto anche Belstaff, che ha affidato a Lorenz la produzione e la distribuzione mondiale dei suoi segnatempo, affianco ad una storia che da 75 anni è legata al mondo dell’orologeria, consente all’azienda di proporsi sul mercato come un interlocutore autorevole e di qualità.

“In un momento come quello attuale ci raffrontiamo con un mercato che sta operando una drastica opera di razionalizzazione sui marchi. Fortunatamente i dati di sell-out 2008 dei nostri prodotti sono molto confortanti e tutti e tre si stanno muovendo molto bene. Hugo Boss funziona benissimo all’interno delle orologerie, Lacoste, anche grazie al fatto che l’Italia rappresenta il quarto mercato mondiale del marchio, mette a segno sell-out fantastici e Tommy Hilfigher scalda gli animi”.

Per quanto riguarda la distribuzione, affidata a 40 agenti che coprono l’intero territorio nazionale, il canale privilegiato rimane quello delle orologerie all’interno delle quali viene generato l’80/90% del business, ma la componente fashion consente a Lorenz di sconfinare in altri canali entrando ad esempio nel mondo degli abbigliamentaristi che accettano di cimentarsi in brand extension dedicando piccoli corner alle collezioni di orologi.

“Per noi, che vantiamo una grande esperienza nel canale delle orologerie con le collezioni Lorenz e in quello della GDO con Casio, è molto interessante capire l’evoluzione e monitorare i flussi di acquisto in altri possibili canali distributivi. Quello dell’abbigliamento è un mondo a noi, sino a poco tempo fa, sconosciuto che stiamo imparando ad approcciare. Per ora quello che possiamo notare è che al suo interno funziona bene il prodotto di fascia prezzo economica, da acquistare per istinto spinti da un impulso emotivo, mentre quando il prezzo inizia a salire le performance scendono”.

Attualmente gli orologi di Hugo Boss sono distribuiti in circa 170 punti vendita e il nostro obiettivo a due anni è quello di arrivare a 300. Lacoste e Tommy Hilfigher sono, ad oggi, in 110/115 negozi e contiamo di portarli, nel prossimo biennio in circa 1.000 punti vendita. Per quanto concerne Belstaff intendiamo puntare su una distribuzione selettiva orientata a 200/300 orologerie/gioiellerie di alto livello”. Un piano di sviluppo serrato, quindi, che vede l’azienda fortemente impegnata nella crescita del nuovo segmento.

“Il nostro obiettivo è quello di traghettare l’azienda verso nuovi orizzonti per garantire un futuro alle nuove generazioni. 75 anni di storia rappresentano un vantaggio, ma anche un peso a livello di responsabilità che io e mia sorella ci siamo ritrovati improvvisamente sulle spalle da giovanissimi. La nostra è una realtà familiare che, però, da 20 anni ha una governance aziendale profondamente diversa da quella di molte altre realtà del nostro paese. Abbiamo un CDA aperto e, anche se noi siamo i proprietari, siamo abituati a prendere decisioni assolutamente condivise”.

Fonte: www.modaonline.it

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